Ormai la presenza del filosofo ultramarxista (?) Diego Fusaro supera in TV quella degli allenatori della Juventus o della Nazionale.

Che strano, che strano, dice il grande Peppe Barra. Certo, qualcosa di anomalo ci deve pur essere.

Uno che attacca a sangue il capitalismo internazionale sbandierato dalle direzioni di tutte le TV? Cerchiamo di capire. Qualche anno addietro Fusaro fu invitato a dialogare a Casa Pound, invito che ben volentieri accettò, salvo, poi, per pararsi le spalle, a declinarlo accusando tutti di non aver capito che occorre dialogare, dialogare, dialogare, perché come ci insegna, pensampò, Platone, è dal dialogo che scaturisce la verità.

Quindi, secondo il Fusaro, la verità è qualcosa che sta tra Marx e l’ultrafascismo di fascismo di Casa Pound e che ben si sarebbe potuta posizionare CON IL FRATERNO DIALOGO. La maieutica fusariana per far nascere dagli allievi poundiani l’apprezzamento per le verità marxiane.

Ma dove sta il fondamento filosofico di Fusaro,e quello del suo grande maestro Costanzo Preve?Documentiamoci succintamente e schematicamente sulle opere originali: i cardini centrali del pensiero Previano-Fusariano sono due, entrambi fondamentali per comprendere quanto subdoli e pericolosi siano i due soggetti.

  1. Marx fu sostanzialmente e fino in fondo un filosofo profondamente metafisico, benchè fosse convinto del contrario. (http://www.filosofico.net/preve.htm#_ftn32#_ftn32)
  2. Il fascismo è totalmente scomparso, e pertanto l’ antifascismo è solo un pericoloso e fumoso alibi per deviare la lotta del popolo verso obbiettivi fuorvianti, lasciando carta bianca alle manovre del capitalismo finanziario, vero e unico nemico comune a tutti i ceti sociali.
  3. Destra e sinistra sono entità anch’esse ormai totalmente scomparse per cui ogni lotta per i diritti delle masse popolari deve prescindere da ogni connotazione di classe. (sarebbe del tutto superato il concetto di destra come riferimento generale alla classe degli sfruttatori e ad i loro complici, sinistra come riferimento generale alla classe degli sfruttati).Punto I) la straordinaria furbata di Fusaro sta proprio nello sbandierare al mondo intero la sua sconfinata fedeltà a Marx, nel presentarsi come il primo neo-marxista del secolo.

In questo modo tenta di trovare immediato consenso nel popolo variegato che intende fare riferimento a quelli che sono gli obbiettivi di una inevitabile rivoluzione socialista, o meglio ai soggetti più distratti o meno attenti.

La sostanza del discorso preve-fusariano su Marx è semplice e apparentemente logica: Marx avrà avuto delle felici intuizioni sull’evolversi delle crisi economiche e delle lotte sociali della sua epoca, ma oggi ormai i veri marxisti, quelli dotati di dotati di spirito critico e di coraggio ideologico, gli hanno letto le carte. E sanno bene che non il capitalismo nella accezione marxiana, ma il diabolico capitalismo finanziario, tutt’altra cosa, frutto dell’evolversi ineluttabile dei tempi, è il vero nemico dei popoli (attenzione: popoli, non classi, popoli come indistinta somma di interessi variegati e convergenti). Abbiamo visto in più punti di questo sito come in realtà Marx, che non poteva sottrarsi dal prendere le mosse dal clima filosofico che nella sua epoca aveva a perno un gigante come Hegel, lo rovesci come un guanto riprendendo il filo filosofico che a partire dalla filosofia della natura dei presocratici (v. la sua tesi di laurea, certo non causale, su Democrito ed Epicuro), lo porta a seguire i lavori dei grandi della filosofia scientifica moderna, da Copernico a Galileo, Newton, Boltzmann…)

Torniamo un attimo sul capitalismo finanziario; potremmo definirlo come una serie di strategie volte a valorizzare il capitale senza intraprendere direttamente attività produttive, ma giostrando sulla possibilità di acquisire in tempi brevissimi sulle diverse borse mondiali, pacchetti di azioni di attività produttive, provocando così rapidi accrescimenti o deprezzamenti dei valori delle singole azioni.

Come è evidente, si tratta di una attività di banditismo parassitario che è stato sempre presente in seno al capitalismo, anche se oggi assume forme macroscopiche data la presenza di mezzi telematici che ne permettono una vasta diffusione.

In ogni caso è CERTO E INCONFUTABILE che il capitalismo finanziario sia UN ASPETTO, pur importante, del capitalismo, ma certo non l’unico e vero nemico dei popoli, l’unico burattinaio del mondo.

Ci chiediamo, se non esistesse più il profitto aziendale, se la legge del valore fosse andata in soffitta, se a fine anno non si spartissero tra gli azionisti i dividendi, come farebbero i vari Goldman & Sachs a muovere i loro miliardi di carta lucrandoci profumatamente.

Purtroppo per Preve e Fusaro, abbiamo precisa memoria storica delle adunate oceaniche dell’era nazifascista, in cui si additava alle masse il mostruoso nemico del capitale giudaico-massone in perenne complotto, passando sotto silenzio, anzi additandoli a salvatori della Patria, le gesta dei più feroci sfruttatori e affamatori del proletariato, tutti alti esponenti del partito. (E’ necessario citare i padroni delle miniere, anche delle solfatare, i latifondisti del sud…???). E ancora oggi ci troviamo di fronte a chi surrettiziamente mette a tacere il conflitto capitale-lavoro (vecchi retaggi del paleomarxismo) per sostituirlo con la vaga e fumosa lotta ad ENTITÀ SENZA VOLTO come il misterioso “capitale finanziario”, unico apolide e quindi inafferrabile nemico dei popoli del mondo.

Punto II Furbata II° del duo Preve-Fusaro; il fascismo non c’è più, l’antifascismo non serve più, anzi è un paravento per nascondere la moderna e reale contraddizione con il capitale internazionale, quello finanziario per intendersi.

Vorremmo solo segnalare che in tutta Europa i partiti dichiaratamente fascisti sfiorano sul piano elettorale la maggioranza assoluta o, come nell’ Est Europeo, la superano.

Che in Italia forze dichiaratamente razziste, sovraniste e xenofobe, alleate a gruppi ultra-fascisti, superano il 20% dell’elettorato e si espandono rapidamente, che ogni giorno, ogni militante comunista che operi sul proprio territorio per diffondere il proprio pensiero, debba mettere in gioco la propria incolumità fisica per la concreta possibilità di imbattersi in bande di subumani fascio-ultras, che decine di assassinii di compagni hanno già nel palmares di questi ultimi anni. Questi sono i non-fascisti secondo Fusaro, quelli con i quali maieuticamente dialogare.

Segnaliamo ancora che chi abbia un briciolo di conoscenza e di senso della Storia non può non aver chiaro che il fascismo altro non è che la ruota di scorta del sistema capitalistico, i ratti sempre pronti ad uscire dalle fogne nei momenti di crisi insanabile e di prendere in pugno col terrorismo di stato ogni situazione in cui venga messo in forse l’assetto reazionario del capitale. Sia ben chiaro, Fusaro!

Punto III), e terza furbata della coppia gatto-volpe anzi ex gatto; per capire meglio cosa vuol dire eliminare l’antagonismo destra-sinistra, rinviamo al programma, apparentemente vuoto e demenziale, in realtà pregno di significati non troppo reconditi, di una delle organizzazioni a cui Fusaro fa riferimento e nei cui siti imperversa come nelle TV: http://www.riconquistarelasovranita.it/

Basta leggere con un minimo di attenzione per riscoprire, riscritti eliminando la retorica del ventennio e aggiornandola al XXI sec., tutti i richiami all’interclassismo fascista, alla difesa della proprietà privata dei mezzi di produzione, tutto ciò che allora si chiamava corporativismo fascista, oggi unità della nazione, tutto pronto per fornire le basi ideologiche al ritorno al ventennio, ove fosse necessario per gli interessi del grande e piccolo capitale.

Andiamo ora più a fondo nella individuazione dei caposaldi del rivoluzionario pensiero preve-fusariano: a cosa può servire la “riscoperta” e la esaltazione di un Marx profondamente idealista, hegeliano fino al midollo? A cosa è funzionale la ennesima riproposizione di una dottrina che pone al centro della ricerca filosofica, e quindi politica, non la realtà della materia e quindi della storia, ma concetti come l’assoluto, lo spirito, l’anima, il fato, e chi più ne ha più ne metta?

Intanto andiamo a vedere l’entusiastica adesione di Fusaro al nietzschianesimo nel suo “Filosofico.net”, quel Nietzsche che aveva suscitato l’entusiasmo incondizionato di Mussolini e che costituiva la base teorica e pratica della disumana ferocia degli ufficiali tedeschi.

Abbiamo citato in altra sede l’uso prioritario di paradigmi della metafisica, come quelli di cui sopra, nella costruzione delle dittature reazionarie ed antipopolari, legittimate appunto da “volontà superiori”, dal “fato” che “oggettivamente” indica la strada maestra per la costruzione di una società superiore, basata sulla assunzione da parte di una casta di nobili eroi della responsabilità di gestire le sorti della storia, schiacciando i miserabili plebei che osano ribellarsi per ignoranza delle leggi scritte dall’Ente Assoluto. Basata sulla esaltazione della guerra di conquista come levatrice della storia, della repressione omicida, basata al fondo di tutto sul trionfo indiscriminato dello sfruttamento e del profitto. V.,per tutti, il “filosofo armato” G.Gentile.

Tutto ciò dietro la cortina fumogena dell’”antimperialismo marxista” dell’astuto Fusaro…

Ma ci pare il momento di ricordare che la strategia del nostro Fusaro è in realtà una vecchia strategia che risale al ventennio mussoliniano ( ricordiamo gli elogi di Bottai al bolscevismo) e trova il suo apice negli anni che vanno dal ’66 in poi sotto il nome generale di nazimaoismo. Efficaci rassegne di questo profluvio di tentativi la troviamo in https://staffetta.noblogs.org/post/2010/04/10/i-fascisti-noglobal/, e in C.Cernigoi (http://www.nuovaalabarda.org/dossier/comunitaristi_e_nazimaoisti.pdf .

Il tentativo di accreditamento di Fusaro ricalca quello del suo vate Preve. Nella pagina su Wikipedia palesemente scritta o rimaneggiata da un suo discepolo, si accredita Preve senza mezzi termini come un esponente della sinistra estrema, associandolo a nomi di certa estrazione marxista quasi a fornire una patente di correttezza ideologica che lo avrebbe condotto a coraggiose ed indipendenti posizioni critiche rispetto alla visione del marxismo-leninismo della sinistra alternativa, ma pur sempre nel suo alveo.

Abbiamo visto come sin dall’inizio delle analisi filosofiche di Preve su Marx , l’interpretazione in chiave idealista di Marx non poteva che portarlo dove in effetti è giunto; al cosiddetto Comunitarismo così ben frequentato da decine di vecchi arnesi del vecchio fascismo. Oggi non li chiamiamo più nazimaoisti, ma il termine rossobruni esprime bene il concetto.

Si tratta di un’analisi eccessiva e preconcetta? Invitiamo i lettori a prendere atto del manifesto dello strumento politico di cui il Fusaro è fondatore, un manifesto in cui finalmente ogni pudore si dissolve, data l’accertata impossibilità di nascondere la realtà con un dito: http://www.interessenazionale.net/lassociazione-culturale, reperibile anche come una delle due sottosezioni del sito di Fusaro www. filosofico.net

Capiranno, in presa diretta, che ormai è direttamente il fascismo l’unica chiave di lettura del corpus filosofico-politico preve-fusariano.

Breve nota finale:

tra i paradigmi dei principi fusariani troviamo, al punto 8, i ben noti caposaldi di tutti i nazifascismi storicamente dati: ” ONORE, LEALTA’, TRASCENDENZA”. Il significato dei primi due è assolutamente chiaro nel suo contenuto ricattatorio e minaccioso: se ti lasci fuorviare da dubbi sulla tua granitica appartenenza alla “FAMIGLIA” fascista sarai sempre marchiato come sleale e disonorato, insomma un traditore senza futuro. E questo è ben noto a tutti, l’ ONORE è ONORE.

Ma vorremmo chiedere al trascendente filosofo: se nel corso di complesse sedute di maieutica socratica e di hegeliana dialettica un miliante fascio-nazista scoprisse di che roba è fatta la mercanzia che gli è stata propinata fino ad allora, che fa? Come la mette con la incrollabile fedeltà e col supremo onore?

Al Fusaro l’ardua sentenza


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